giovedì 25 novembre 2010

piccole cose

la mattinata è trascorsa rapida tra un tentativo e l'altro di rimanere concentrata sullo studio.
che fatica però, quando la testa non vuole proprio applicarsi e continua a divagare.
era già quasi l'una che ho avuto l'idea di uscire di corsa ed andare in un ristorante giapponese, di quelli a tariffa fissa in cui puoi mangiare tutto quello che ti va.
il locale era abbastanza pieno, ma la cameriera mi ha offerto un posto in un angolo luminoso della sala, accanto ad una grande finestra che si affaccia sul porto antico.
mi sono incantata a guardare fuori tutto quel cielo e quell'azzurro ventoso.
e le mie ansie hanno iniziato a dileguarsi.
ho mangiato, anzi divorato del sushi e del sashimi sorseggianto the verde giapponese.
infine, gustando lentamente un gelato al cucchiaio ho letto alcune pagine dell'ultimo libro di Mankell.
la calma è scesa nel mio animo. fuori il sole e l'azzurro e dentro il caldo, un buon libro e la pancia piena.
ho letto queste parole:
"Si direbbe una poesia" disse Wallander.
"Lo so" rispose lei ridendo. " Sono una vecchia strega che si diletta in pensieri poetici nella sua solitudine".

ho chiuso il libro e ripensando a queste ultime parole ho sorriso come un'ebete, mettendo la giacca, pagando il conto, camminando nell'aria fredda genovese, salendo le scale, i cinque piani fino a casa. entrando in casa.
e una melodia è uscita dalle mie labbra, mi ha accompagnata davanti al computer e mi ha imposto di fermare questo momento.


sono una vecchia strega che si diletta in pensieri poetici nella solitudine.
che meraviglia!

1 commento:

  1. oh, prima che diventi una vecchia strega passerà ancora del tempo!

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dicono la loro: